LIFE DELFI

Da diversi decenni la comunità scientifica internazionale sta lanciando un disperato allarme sulle conseguenze negative derivanti dalle interazioni fra mammiferi marini e reti da pesca. Ogni anno sono oltre 200 i mammiferi rinvenuti spiaggiati lungo i litorali italiani e una parte di questi mostra chiari segni di interazione con le reti da pesca. Negli ultimi anni si è osservato un incremento delle interferenze fra delfini e attrezzi da pesca, dovuto forse al depauperamento delle risorse ittiche che ha costretto i delfini a condividere le aree di pesca con quelle dei pescatori. Nei nostri mari i mammiferi marini più comuni sono i tursiopi (Tursiops truncatus) e le stenelle striate (Stenella coeruleoalba). Si tratta di animali intelligenti che nel corso degli anni hanno adattato il loro comportamento sviluppando abitudini alimentari opportunistiche. In buona sostanza cercano di cibarsi delle prede che trovano più facilmente; è per questo che le interazioni con gli attrezzi da pesca sono sempre più frequenti.

In particolare i delfini seguono i pescherecci con reti a traino (reti a strascico e reti volanti) prelevando direttamente il pesce dalle maglie delle reti oppure cibandosi di quella frazione del pescato che i pescatori rigettano in mare perché non rappresentata da specie o taglie di interesse commerciali, il cosiddetto scarto di pesca. Inoltre, i delfini frequentano le aree di pesca sfruttate tramite reti da posta, ben consci del fatto che nelle reti sono presenti “prede facili” in quanto già catturate dalle reti stesse.

Questa tipologia di interazioni è tuttavia quasi sempre negativa per entrambi gli attori del sistema: i delfini e i pescatori. Infatti, i delfini nel tentativo di depredare pesce dalle reti possono andare incontro a urti con le reti stesse e quindi ferirsi in maniera più o meno grave, oppure possono addirittura rimanere impigliati nelle reti stesse (bycatch – cattura accessoria o accidentale) con esiti quasi sempre letali dovuti ad annegamento. In altri casi l’ingestione di pezzi di rete da parte del delfino può condurre ad occlusioni intestinali con esiti fatali per l’animale. Al contempo l’interazione è negativa per il pescatore, a causa delle perdite economiche determinate dalla presenza dei delfini:

Al fine di ridurre le interazioni suddette nel gennaio 2020 ha preso il via il progetto Life DELFI, progetto cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma Life e che ha una durata di 5 anni. Il fine principale del progetto Life Delfi è la riduzione delle interazioni dei delfini con le attività di pesca, con il duplice obiettivo di salvaguardare i mammiferi marini e limitare i danni economici subiti dai pescatori.

Le azioni di Life DELFI condotte per tutta la durata del progetto prevedono attività di ricerca e monitoraggio dei delfini nelle varie aree di studio, il forte coinvolgimento degli operatori del settore peschereccio in attività di formazione e nella transizione a un modello di pesca sostenibile, campagne di sensibilizzazione e attività di media relation per coinvolgere maggiormente un pubblico più vasto.

Fra le soluzioni tecniche proposte da Life DELFI per ridurre le interazioni delfini-attrezzi da pesca è prevista l’installazione di pinger sulle reti dei pescatori: si tratta di innovativi dissuasori acustici che si attivano solo in presenza dei delfini in risposta ai click emessi da questi. Da un lato tali dissuasori ad attivazione indotta avranno il duplice effetto di ridurre il potenziale rumore marino esercitato da un sistema acustico e di ridurre il fenomeno di “abituazione” dei delfini al rumore, che in altre esperienze ha condotto al cosiddetto “dinner bell”. In buona sostanza in quei casi dopo iniziali effetti positivi (delfini allontanati dalle reti) i pinger perdevano di efficacia in quanto i delfini, abituandosi al rumore emesso dai pinger, ne interpretavano il suono come quello della campanella della cena e pertanto si avvicinavano all’area sicuri di trovare facili prede già catturate nelle reti.

 


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